Programma

Programma Libropolis 2026

Venerdì 2 ottobre

17:00
Chiesa di Sant’Agostino

Tutti contro tutti fenomeni

in fase di definizione

18:00
Sala dell’Annunziata

La voce del padrone

Vittorio Ray dialoga con Francesco Pacifico.

Francesco Pacifico racconta con sincerità la pratica femminista e le sue conseguenze nella vita degli uomini.

Francesco Pacifico, scrittore romano, si è guadagnato la rara possibilità di parlare con sincerità della pratica femminista e delle conseguenze che questa produce nella vita degli uomini. La voce del padrone è il saggio-monologo in cui racconta la propria esperienza sentimentale accanto a una donna femminista, senza censurare le contraddizioni, gli slanci, la fatica e le frustrazioni che emergono quando il rapporto tra i sessi smette di essere un tema astratto e diventa materia quotidiana.

Pacifico osserva il maschio progressista proprio nel punto in cui le sue convinzioni vengono messe alla prova dalle abitudini, dai privilegi e dalle aspettative più profonde. Il femminismo non è più una dichiarazione di principio né un’identità da esibire, ma piuttosto una pratica che stuzzica ruoli sedimentati, ridiscute il potere nella coppia e apre il vaso di Pandora di tutto ciò che l’amore, per devozione, rinuncia o quieto vivere, tende spesso a nascondere.

In fase di definizione
In fase di definizione

Uno Bianca

Flaviano del Lago dialoga con Massimiliano Mazzanti.

orario e luogo in fase di definizione

Una ricostruzione della trasformazione della banda dei Savi e degli anni di sangue e terrore della Uno bianca.

La gang familiare di Roberto, Fabio e Alberto Savi, nata convenzionalmente il 19 giugno del 1987, nel 1988 non solo arruola nuovi elementi tra gli agenti della Polizia di Stato ma inizia a godere di protezioni e ad avvantaggiarsi di depistatori occulti anche nell’Arma dei Carabinieri – a cominciare dal misterioso brigadiere Domenico Macauda – diventando, così, a tutti gli effetti la Banda della Uno bianca.

In questa ricostruzione cronologica, rigorosamente aderente alla documentazione processuale e investigativa, si può cogliere la dinamica che ha portato un’accolita di rapinatori e di assassini a trasformarsi in spietati killer, arruolabili anche per le azioni terroristiche che avrebbero caratterizzato la loro storia, a cavallo tra il 1990 e 1991. Una storia di sangue e terrore che ha inizio nel buio di una strada periferica di Castel Maggiore, con l’assassinio brutale di due autentici ed eroici carabinieri: Cataldo Stasi e Umberto Erriu.

“In questo cammino faticoso alla ricerca della trasparenza”, scrivono proprio le famiglie Stasi ed Erriu, “un profondo e sincero ringraziamento va al giornalista e scrittore Massimiliano Mazzanti. Con questo libro ha saputo ripercorrere con rigore documentale, coraggio intellettuale e profonda umanità i dettagli di quegli anni bui. Grazie alle sue inchieste e alle sue pagine, il sacrificio dei nostri ragazzi non è rimasto confinato nella fredda cronaca giudiziaria, ma è stato restituito alla memoria collettiva come un monito per il presente e il futuro”.

18:15
Chiesa di Sant’Agostino

Matrimonio combinato

in collaborazione con L’Idiot

Flavia Carlina e Filippo Giardina

Una finta dinamica matrimoniale per discutere di relazioni, consenso, corpo, genere ed educazione affettiva.

Una finta dinamica matrimoniale tra i due ospiti che, partendo da posizioni e sensibilità diverse, discutono di come educare idealmente dei figli su alcuni grandi temi del presente: relazioni, linguaggio, consenso, corpo, genere, educazione affettiva, sessualità e rapporto tra maschile e femminile.

Sabato 3 ottobre

10:30
Sala dell’Annunziata

Alamo

contenuti e partecipanti in fase di definizione

11:15
Sala Putti

Imboscati

Davide Brullo e Alessandro Dehò

Due uomini si scrivono da paesi ai margini del bosco, tra isolamento, abbandono, fede e coraggio.

Due uomini si scrivono da un isolamento che possiamo chiamare sepolcro. I loro paesi – infestati dall’abbandono, costellati da flebili braci dette abbraccio – sorgono ai margini del bosco: Mondaino, al confine tra Romagna e Marche, e Crocetta, in Lunigiana. Luoghi di sconfinamento, di cuori in contrabbando; luoghi della vita avara, in secca.

Nelle lettere, i due parlano di famiglie dissotterrate all’urlo, di un Dio a caccia, sigillato nell’ambiguità, della solitudine come via marziale per l’abbandono di sé. È vero: Imboscati racconta la rovina dell’uomo, ma non è un’elegia della fuga. Piuttosto, è un libro che riconduce alla vita ferina, addestra l’anima secondo la rotta delle volpi, delle faine, dei falchi.

Che tutto resti sospeso – una fede comprovata dal dubbio saprà contenersi? Un padre martellato dalla malattia della figlia riuscirà a non svanire? – è ovvio: Imboscati è un libro-fuoco, un libro-acciarino, che impone la strada del coraggio.

11:30
Chiesa di Sant’Agostino

La verità è un complotto che ce l’ha fatta

in collaborazione con L’Idiot

Il complottismo è soltanto una deriva irrazionale o anche una forma di dubbio, immaginazione e critica del potere?

In un’epoca in cui la verità non appare più come un terreno condiviso ma come il risultato di ecosistemi informativi in competizione, il complottismo è ancora soltanto una deriva irrazionale o rappresenta anche una forma di dubbio, di immaginazione e di critica del potere?

Un confronto tra due prospettive opposte: da un lato chi rivendica il valore del sospetto come esercizio socratico e antidoto alle verità ufficiali; dall’altro chi difende il ruolo dei media, del fact-checking e della verifica dei fatti come strumenti indispensabili per orientarsi nel dibattito pubblico.

12:00
Sala dell’Annunziata

Presentazione numero Limes

in collaborazione con Limes

Agnese Rossi, Fabrizio Maronta e Giuseppe De Ruvo

Un bilancio della politica estera statunitense e del nuovo scenario nel vicinato americano.

È ancora presto per tracciare un bilancio definitivo della politica estera statunitense sotto la nuova presidenza Trump. Uno dei capitoli decisivi riguarda il vicinato americano. Il golpe in Venezuela ha prodotto esiti ambigui, mettendo in luce al tempo stesso la fragilità e la capacità di adattamento del regime erede di Hugo Chávez.

Cuba, intanto, è da mesi sull’orlo del collasso, stretta tra la pressione dell’ingombrante egemone, una situazione economica interna estremamente precaria e una crescente vulnerabilità agli shock esterni, mentre l’ipotesi di un intervento continua ad aleggiare senza concretizzarsi. Il nuovo volume di Limes fa il punto su questo scenario in rapido movimento.

12:30
Sala Putti

Morte della bellezza

Lorenzo Vitelli dialoga con Daniele Mattei e Andrea Mennella.

Che cosa resta della bellezza quando tutto diventa immagine, prestazione e visibilità?

Che cosa resta della bellezza quando tutto diventa immagine, prestazione e visibilità? La morte della bellezza mette in dialogo due autori appartenenti a generazioni lontane ma accomunati dalla stessa diagnosi del presente.

Se Mennella racconta il progressivo rimpicciolimento dell’immaginario contemporaneo, dove anche le più grandi ambizioni sembrano ridursi a personal branding e successo individuale, Mattei ne esplora le conseguenze esistenziali: la malinconia degli influencer, la scomparsa della vergogna, l’impossibilità di custodire un’interiorità in una società che trasforma ogni gesto in spettacolo.

Un confronto sul tramonto del sublime, sulla miniaturizzazione del desiderio e sulla possibilità di restituire profondità, mistero e bellezza all’esperienza umana.

15:00
Sala dell’Annunziata

I signori del Silicio – Tecnofeudalismo

Agnese Rossi e Andrea Venanzoni

Peter Thiel, Leo Strauss, intelligenza artificiale e la missione politica della nuova Silicon Valley.

Il Momento Straussiano – curato da Andrea Venanzoni – rappresenta la bussola perfetta per orientarsi nell’attuale, e futura, dimensione politica americana, oggetto misterioso e in apparenza impenetrabile per politologi, commentatori e analisti.

Peter Thiel, uno dei più influenti venture capitalist della Silicon Valley, già allievo di René Girard e tra i primi giganti del Tech ad aver sostenuto Donald Trump, delinea qui la ragione filosofica della piena convergenza tra innovazione tecnologica e sicurezza. Leo Strauss e intelligenza artificiale, Carl Schmitt e algoritmi, Palantir Technologies e teoria mimetica: il volume è una cavalcata nella missione della nuova Silicon Valley, concepita sempre meno quale spazio esclusivamente economico-finanziario e sempre più come argine contro la stagnazione e la decadenza della civiltà occidentale.

15:30
Sala Putti

Il Neo-Calcio

partecipanti in fase di definizione

La trasformazione del calcio secondo i canoni della civiltà tecnologica, finanziaria e digitale.

Il calcio aveva già perso nella seconda metà del secolo scorso i connotati dello sport puro. Ma è a partire dagli anni Dieci del Terzo Millennio che la metamorfosi si è completata: lo sport, nel nuovo paradigma, è diventato la sua stessa riproduzione.

Il Neocalcio ha spazzato via le liturgie di un rito sacralizzato dalla passione popolare, sostituendolo secondo i canoni della civiltà tecnologica, dell’interconnessione globale, dell’individualismo assoluto, del capitalismo finanziario e della sorveglianza digitale. Questo libro analizza nel dettaglio storico e filosofico il processo di trasformazione e indaga sul possibile futuro della nuova entità, così pervasiva che tutti, non solo gli appassionati del pallone, saranno costretti a misurarsi con i suoi effetti.

15:45
Sala Putti

In fase di definizione

Simone Regazzoni e Raffaele Alberto Ventura

Può l’intellettuale pubblico essere sostituito da un’intelligenza artificiale addestrata sui suoi testi?

Qualche mese fa – forse per provocazione o forse no – Raffaele Alberto Ventura ha annunciato che, in futuro, la sua pagina social sarebbe stata «gestita da un’istanza di Gemini, addestrata sull’intero corpus dei miei testi. Non si tratta di una dismissione, ma della logica evoluzione del mestiere di scrivere. Se l’intellettuale pubblico è diventato una funzione che reagisce agli stimoli dell’attualità applicando una griglia interpretativa fissa, allora l’automazione non è una minaccia, ma un compimento.

Questo “gel” algoritmico non farà altro che trasformare il mio lavoro intellettuale morto (i testi passati) in lavoro intellettuale vivo (i post futuri). Procederà per sintesi e variazioni sul tema, liberando il soggetto biologico dall’obbligo performativo di essere costantemente “Raffaele Alberto Ventura”».

Simone Regazzoni ha replicato affermando che «La nascita dell’IA generativa è oggi l’occasione per mandare in soffitta un modo di pensare e scrivere – compreso quello dei libri di RAV, che mi sono sempre parsi minestrina riscaldata, “sapere saputo” – in cui, al di là di qualche tic linguistico, non si pone il problema della singolarità: di come il desiderio, le pulsioni, la sessualità, la vita di chi pensa, il biografema, il corpo, possano entrare nel testo dando vita, ogni volta, a qualcosa di unico. Replicabile, sì, ma solo a posteriori.

RAV si compiace del fatto che l’IA produca, a partire dal suo lavoro intellettuale morto (i libri passati), nuovi testi che chiama “lavoro intellettuale vivo”. Il problema non è questo lavoro dell’IA. Il problema è che RAV ha da sempre – lui come molti altri – lavorato così: facendo il morto, secondo una logica in cui tutto in realtà resta sempre morto, perché privo di forza vitale che richiede carne e sangue».

Ne è seguita una discussione molto accesa. Che non poteva che concludersi a Libropolis, l’unico festival in cui le idee duellano.

16:30
Chiesa di Sant’Agostino

Processo a Kissinger

Sostiene la difesa: Giuseppe De Ruvo
Sostiene l’accusa: Alberto Bradanini

Un processo a Kissinger e alla politica estera americana del secondo Novecento.

La recente pubblicazione in Italia, per i tipi di Mimesis, della tesi di laurea di Henry Kissinger (Il significato della storia. Riflessioni su Spengler, Toynbee e Kant), è l’occasione per mettere sotto processo non solo uno dei principali analisti geopolitici del Novecento, ma probabilmente una delle più influenti eminenze grigie del secolo scorso.

Ma ad essere processato, evidentemente, non sarà solo Kissinger, bensì la politica estera americana del secondo Novecento. L’“equilibrio di potenza” era strumento di pace globale o una raffinata copertura ideologica per giustificare e consolidare l’imperialismo americano? L’apertura verso la Cina del 1972 era dettata da una reale visione di armonia internazionale o da una cinica tattica per dividere il mondo socialista e prolungare l’egemonia di Washington?

Come si concilia il realismo kissingeriano con la brutale soppressione delle istanze democratiche e di indipendenza nei Paesi periferici, dal Cile all’Indocina? Ma soprattutto: cosa resta di Kissinger nell’attuale politica estera degli Stati Uniti?

17:00
Sala Putti

Mario Tchou – L’ingegnere informatico dei tre mondi. Il Pioniere Elettronico

Federico Mosso

La storia del pioniere dell’elettronica che guidò il Laboratorio Olivetti e contribuì alla nascita dell’Elea 9003.

Chi era Mario Tchou? Un nome curioso: Mario, il più italiano dei nomi, e Tchou, cognome chiaramente cinese. Il Bel Paese e il Celeste Impero nella stessa persona. Figlio di un diplomatico della Repubblica di Cina presso la Santa Sede, Mario Tchou diviene il responsabile del Laboratorio Olivetti, fucina di sperimentazione elettronica, in grado di concepire l’Elea 9003, il primo computer elettronico italiano a valvole (1959), con ampio anticipo rispetto alla ben più nota Silicon Valley.

Partendo dall’epopea di questo pioniere elettronico, Federico Mosso – in un monologo infuocato – ci racconterà la storia industriale di Olivetti, la sua organizzazione visionaria del lavoro, la filosofia sociale che ne era alla base, i laboratori tecnologici, le ambizioni, i sogni e le speranze di quella che avrebbe potuto essere la “Silicon Valley italiana”, fondata però su un modello fortemente improntato all’uomo e non tecnocentrico come quello californiano.

17:30
Sala dell’Annunziata

Il mare da dove nascono i miti

Carlos d’Ercole dialoga con Aurelio Picca.

Un viaggio tra vino, cibo, sesso, poesia e gioia di vivere attraverso le pagine di Jim Harrison.

Il «pranzo da re» che dà il titolo a questa strepitosa raccolta di saggi dedicati a vino, cibo, sesso, poesia e gioia di vivere è quello che Jim Harrison, un moderno Rabelais nato per caso negli Stati Uniti, consumò in Borgogna con undici amici una ventina d’anni fa. Trentasette le portate, scelte fra le ricette di grandi cuochi e grandi amanti della cucina del passato – dal Maréchal de Richelieu a La Varenne, da Brillat-Savarin a Carême –, tre secoli di arte culinaria dal 1656 al 1823.

Per i vini si andava dal Volnay-Champans del 1969 allo Château Latour del 1989, bevuti lungo un pasto durato quanto un volo da New York a San Paolo del Brasile: lasciamo al lettore la curiosità di scoprirne la durata. Quanto al costo di questa pantagruelica «grande bouffe», lasciamo la parola allo stesso Harrison: «Se dico che è più o meno quello di una Volvo Station Wagon, gli spiriti critici esprimeranno parola di ferma condanna. La mia unica risposta è che nessuno di noi dodici commensali discepoli del gusto voleva una Volvo nuova».

Scritto con lo stile sarcastico e brillante che ha fatto di Harrison una leggenda della letteratura americana, Un pranzo da re celebra il piacere dei sensi, polemizza con il salutismo e con gli chef stellati quando trasformano la buona tavola in una cerimonia funebre. Nelle sue pagine sfilano mostri sacri come Orson Welles, Jeanne Moreau e Gérard Depardieu, accanto a poeti e romanzieri immortali – Machado, García Lorca, Dostoevskij, Hemingway – in un susseguirsi di aneddoti e riflessioni che fanno di questo libro un vero breviario esistenziale. E, come scrive lo stesso Harrison, «ogni volta che la vita cerca di schiacciarmi, so che posso sempre contare sul Borgogna, l’aglio e Mozart».

18:30
Chiesa di Sant’Agostino

Processo al Woke

Sostiene l’accusa: Yasmina Pani
Sostiene la difesa: in fase di definizione

La coscienza woke è una forza di emancipazione o un’ideologia normativa che restringe gli spazi del dissenso?

La parola “woke”, nata per indicare uno stato di attenzione verso le discriminazioni razziali e sociali, si è trasformata nel giro di pochi anni in una delle etichette più controverse del dibattito pubblico occidentale. Per alcuni rappresenta una nuova coscienza civile, capace di rendere visibili ingiustizie a lungo ignorate e di dare voce a identità e minoranze escluse. Per altri è diventata un’ideologia normativa, fondata sulla sorveglianza del linguaggio, sulla colpevolizzazione collettiva e sulla progressiva riduzione degli spazi del dissenso.

Yasmina Pani e Giulia Siverio ci aiuteranno a capire se il woke è una forza motrice della storia, degno erede della tradizione femminista, o se è il rifugio formale di un pensiero impigrito, maldisposto al dibattito e adagiato sui tenui allori di una egemonia di facciata.

18:30
Sala Putti

Qui non c’è niente. Immagini dal labirinto

Ernesto Valerio dialoga con Alessandro Mantovani.

Il labirinto come simbolo eterno dell’enigma e dello smarrimento, tra mito, filosofia, geografia e letteratura.

In un’epoca che pretende di dominare lo spazio attraverso mappe e dispositivi digitali, Qui non c’è niente affronta il tema del labirinto come simbolo eterno dell’enigma e dello smarrimento. Tra mito, filosofia, geografia, letteratura e antropologia urbana, la prosa di Alessandro Mantovani si muove con passo vigile e acuto, evocando voci come quelle di Kerényi, Farinelli, Rykwert, Harvey, Calvino, Eco e Foucault.

Il labirinto non è soltanto oggetto di studio, ma strumento per interrogare l’opacità del reale e la sua resistenza al controllo. Un viaggio dentro il labirinto e nelle forme in parte indecifrabili che strutturano il nostro modo di abitare, pensare e narrare il mondo.

18:45
Sala dell’Annunziata

Reading poetico

Alessandro Camilletti, Sara Ferro, Simona Nasi, Angelo Tonelli e Gian Ruggero Manzoni

Per la seconda volta a Libropolis la parola sfonda la logica e si mette a cantare.

Per la seconda volta a Libropolis la parola sfonda la logica e si mette a cantare. I nostri cantori: impazienti, veggenti, inattuali.

Alessandro Camilletti
Sara Ferro
Simona Nasi
Angelo Tonelli
con l’amichevole partecipazione di Gian Ruggero Manzoni

Musiche a cura di Unadasola (Francesco Tommasi e Arianna Lorenzi) e Pietro Borsò.

Domenica 4 ottobre

10:00
Sala Putti

In fase di definizione

10:30
Sala dell’Annunziata

I nostri compiti

Giorgio Fumagalli dialoga con Alessio Mannino e Flavio Menozzi.

Il pensiero di Ivan Il’in, la «nave dei filosofi» e le radici del Russkij Mir contemporaneo.

Nel settembre del 1922, Lenin ordinò di caricare su una nave i filosofi più pericolosi della Russia. Non li fece fucilare – li espulse. Era un gesto insolito, quasi delicato, per un regime che non amava le sottigliezze. Tra i passeggeri di quella che la storia avrebbe chiamato la «nave dei filosofi» c’era Ivan Aleksandrovič Il’in, trentanove anni, hegeliano, giurista, già anarchico e già pentito. Non avrebbe mai rivisto la sua patria.

Scrisse per trent’anni dall’esilio svizzero, guardando una Russia scomparsa e progettandone un’altra che non era ancora venuta. I nostri compiti – raccolta di saggi composti tra il 1948 e il 1954, l’ultima grande opera di un esilio che aveva durato tutta una vita – è il documento più coerente e più inquietante di quella visione.

Un libro che oggi il Cremlino distribuisce ai dirigenti delle amministrazioni regionali. Il pensiero più citato da Vladimir Putin. La fonte di quella dottrina del Russkij Mir – il «mondo russo» – che ha ridisegnato la geopolitica del nostro tempo.

11:00
Chiesa di Sant’Agostino

Il nuovo ordine globale

Alessandro Aresu e Andrea Venanzoni

titolo e alcuni partecipanti in fase di definizione

Capitalismo di Stato cinese e tecno-oligarchie occidentali: chi controlla davvero la tecnologia?

Le dinamiche della contemporaneità confermano quanto ebbe a dire Heidegger, quando affermò che la tecnologia non è più uno strumento neutrale: è diventata il principale campo di battaglia dove si decide l’egemonia globale. Ma chi detiene davvero il controllo oggi?

In questo dibattito, esperti di politica e tecnologia esplorano i modelli economici che stanno ridisegnando gli equilibri del mondo. Alessandro Aresu, autore de La Cina ha vinto, illustrerà come il capitalismo di Stato di Pechino abbia fuso sviluppo tecnologico e controllo per affermare la propria supremazia. Andrea Venanzoni analizzerà l’ascesa della “Tecnodestra”, svelando la mutazione ideologica di una Silicon Valley sempre più reazionaria.

Un confronto serrato tra il modello autoritario asiatico e le tecno-oligarchie occidentali. Quale futuro ci attende?

11:15
Sala Putti

Codice Girard

Paolo Bianchi dialoga con Giulio Milani.

Il terzo volume della trilogia che ha reinventato il saggio narrativo italiano mette al centro René Girard.

Dopo Codice Canalini e Codice Tondelli, arriva il terzo volume della trilogia che ha reinventato il saggio narrativo italiano. Questa volta al centro c’è René Girard, il pensatore francese che ha scoperto il meccanismo nascosto alla base di ogni cultura umana: la violenza collettiva contro una vittima innocente.

Giulio Milani, che ha pubblicato Girard in Italia e ne ha organizzato l’ultimo confronto pubblico con Gianni Vattimo, racconta la teoria mimetica dall’interno, intrecciando il pensiero girardiano con la propria esperienza di editore, con la teoria della mente bicamerale di Julian Jaynes, con il pessimismo radicale di Thomas Ligotti, con l’intelligenza artificiale, con la guerra in Iran, con Peter Thiel che tiene lezioni sull’Anticristo a Roma.

Un libro che attraversa diecimila anni di storia umana per rispondere a una domanda che nessuno osa formulare: siamo mai stati qualcosa di diverso da una macchina molto sofisticata che ha imparato a raccontarsi una storia?

12:00
Sala dell’Annunziata

A cosa serve leggere, oggi?

Alessandro Mosti dialoga con Luciano Lanna, Giuseppe Iannaccone e Davide Brullo.

La lettura come contenuto, suono, forma, immagine, esperienza individuale e fatto politico.

Attenzione a dare a tutti i costi il libro per morto: è capace di resurrezioni insperate. Piuttosto rivediamo il significato che diamo alla lettura. Dal primo approccio, passato per il filtro scolastico e poi a seguire, la prendiamo per un mezzo, acquisizione di contenuti. Mentre è anche suono, forma, immagine, esperienza.

È un fatto eminentemente individuale e privato, eppure anche sociale, “politico”. Può essere via via evasione e impegno, gusto della scoperta, ricerca di conferma, rischio, rassicurazione. Ma così abbiamo appena sfiorato le polarità e le sfumature dell’atto di leggere.

Affrontiamo tutto con Luciano Lanna, Giuseppe Iannaccone e Davide Brullo: il presidente del Circolo per il Libro e la Lettura, un professore, uno scrittore. Cerchiamo di esplorarne le profondità, tastarne lo stato di salute attuale. E magari tirar fuori qualche risposta al quesito: a che serve leggere?

12:30
Sala Putti

Il vincolo transatlantico

Adolfo Morganti dialoga con Franco Cardini e Maurizio Boni.

Ottant’anni di relazioni tra Stati Uniti ed Europa, tra egemonia americana e ricerca di autonomia strategica.

In un momento storico nel quale i rapporti transatlantici sono oggetto di una profonda rivalutazione critica, il libro identifica e racconta le costanti del discorso egemonico americano nei confronti dell’Europa dal punto di vista politico-militare dalla fine degli anni Quaranta sino ai giorni nostri.

Si tratta di quelle strutture profonde del pensiero strategico che, al di là delle alternanze politiche, delle crisi diplomatiche e delle trasformazioni geopolitiche, si sono riprodotte con impressionante coerenza nel corso di ottant’anni di relazioni tra gli Stati Uniti e l’Europa, definendone i limiti ma, soprattutto, i vincoli da rispettare.

Un’analisi delle prospettive che si prospettano ai governi europei, tra ricerca di un’autonomia strategica e vincolo transatlantico.

15:00
Sala dell’Annunziata

Il linguaggio della destra

Marco Tarchi, Raffaele Alberto Ventura e Michele Silenzi

Quali sono le parole della destra contemporanea e quanto è sostenibile la sua domanda di libertà?

Quali sono le parole della destra contemporanea? Una recente pubblicazione collettiva di Einaudi tenta di analizzarne alcune: Tradizione, Famiglia, Merito, Ordine, Radical chic, Libertà.

Nel suo contributo, Raffaele Alberto Ventura si concentra sul conflitto tra l’aspirazione progressista a controllare una quantità crescente di rischi – sociali, linguistici, sanitari, ecologici – e una domanda di libertà che spesso viene da destra. Ma quanto è sostenibile questa domanda in un mondo in cui i rischi sono ovunque?

15:00
Chiesa di Sant’Agostino

Esercizi di memoria

Franco Cardini e François Sureau

contenuti in fase di definizione

15:30
Sala Putti

Veneri deformi

Ernesto Valerio dialoga con Yasmina Pani.

Corpo, ossessioni e paure raccontati senza consigli, morale o messaggi consolatori.

Corpo, ossessioni, paure: a differenza della maggior parte delle opere che raccontano una storia simile, questo libro non offre consigli né vuole affidare messaggi di crescita e speranza al lettore. Con una lingua precisa e un perfetto equilibrio formale, riporta fedelmente la verità come la vive l’autrice.

In queste pagine troviamo la stessa intelligenza, lo stesso approccio diretto e non allineato, la stessa lucidità che caratterizzano ogni suo lavoro, compresi i progetti divulgativi dei suoi canali YouTube e Instagram.

16:15
Sala dell’Annunziata

Hakim Bey. Il Caos non è mai morto

Giacomo Alessandrini introduce Ermanno “Gomma” Guarneri.

Ricordi, parole e video per un filosofo di strada, agitatore, poeta e “terrorista” poetico.

Filosofo di strada, agitatore, hippie e guru, adoratore di Shiva – e del bhang –, maestro sufi, “terrorista” poetico, pirata.

Hakim Bey: portentoso anfibio che sgusciava tra anarchismo e inno visionario, sovversione e mistica, Hermes e T.A.Z. – zone temporaneamente autonome. Poeta. Nella vita prima che sulla pagina.

Grazie a Shake Edizioni, ringraziamo con ricordi, parole e video un geniale trickster, necessario oggi più che mai.

16:15
Chiesa di Sant’Agostino

Dì qualcosa di europeo

Lorenzo Bini Smaghi e Fabrizio Maronta

Donald Trump può accelerare l’integrazione europea e costringere l’Unione a pensarsi finalmente “da sola”?

«Chi più di Donald Trump potrebbe contribuire ad accelerare il processo di integrazione europea? Non solo con le sue politiche, ma anche con il suo atteggiamento talvolta aggressivo, le offese e le minacce pubbliche. Tutto quello che può fare, lo sta facendo.» Sembra una provocazione, ma non lo è.

Dal discorso di insediamento al Liberation Day con dazi annessi, dall’epiteto di «parassiti» alle politiche economiche, l’Unione europea, o meglio i suoi cittadini, si trovano costretti a pensarsi «da soli». Dopo ottant’anni di alleanza, vicinanza ideologica e valoriale, gli Stati Uniti hanno chiaramente scelto la priorità: il confronto globale con la Cina, in cui gli europei giocano un ruolo, secondo Washington, trascurabile.

Su questo scenario Lorenzo Bini Smaghi, tra gli economisti italiani più acuti e noti nel panorama internazionale, innesta un’analisi serrata delle difficoltà che ci aspettano, individua i settori chiave su cui lavorare alla ricerca di una vera indipendenza europea, suggerisce quale strada la UE potrebbe, anzi dovrebbe, imboccare per diventare potenza globale o, se non altro, per continuare a esistere.

Nella consapevolezza che «fin quando ciascun leader si illuderà che agendo da solo, ad esempio nei rapporti bilaterali con Trump, può ottenere vantaggi personali rispetto a una azione comune, l’Europa – e dunque i Paesi che ne fanno parte – non riuscirà a difendere i propri interessi».

17:00
Sala Putti

Iocari Serio. Viaggio aumentato nell’ARG (Alternate Reality Game)

Giacomo Alessandrini dialoga con Sara Ferro e Chris Weil.

Un viaggio dentro un gioco davvero alternativo, tra teoria del gioco sacro, piattaforme e mutamento sociale.

Innumerevoli sono i giochi e di vario tipo… (Roger Caillois)

E negli spazi virtuali scaturiti da rete e nuovi media diventa potenzialmente infinito lo spazio del gioco. Ma a noi non interessa quello pre-determinato e calato dall’alto del mainstream.

Quello che vi presentiamo è un gioco davvero alternativo. Ha a che fare con una teoria del gioco sacro, una sociologia delle piattaforme e mutamento a-sociale. È un Gioco Serio.

Da tempo Sara Ferro e Chris Weil, conosciuti anche come ARTOLDO, scavano, contaminano, tramutano linguaggi e tecnologie. Un sottile filo ermetico accomuna la loro grande opera: video, poesia, gaming. Da Zoroaster Superstar a La Germania segreta e oltre.

Acéphale, che muove dall’esperienza di Bataille, Klossowski e Caillois, è il loro nuovo game, corredato di art book. Sarà la porta regia per un’esperienza inaudita e cospirativa: gamizzare la società. Venite a giocare.

17:30
Chiesa di Sant’Agostino

Storia della fama

Alessandro Lolli e Alessandro De Cesaris

Dalla celebrità moderna ai social network: la fama come nuova condizione sociale.

«La massima di Andy Warhol si è avverata al contrario, in modo imprevedibile anche per un genio che tuttavia viveva nel mondo dei mass media “top down”: non quindici minuti di fama per ciascuno, ma ciascuno famoso per almeno quindici persone, e per tutta la vita».

Il concetto di fama ha una lunga storia che ha subìto almeno due accelerazioni decisive nel corso degli ultimi anni: la prima con il divismo e la nascita della celebrità moderna, la seconda con l’avvento dei social network.

In questo libro il concetto di fama diventa essenziale per definire la mutazione antropologica imposta dalle nuove forme di socialità virtuale, e va a prendere il posto di analogie di ordine psicologico come narcisismo, egocentrismo e mitomania, spesso adoperate confusamente per descrivere il nostro comportamento su internet. Gran parte dell’umanità è in realtà immersa in quella che prima di essere una condizione psicologica è una condizione sociale: la prospettiva di una celebrità allargata all’umanità intera.

E le conseguenze di questa intuizione sono espresse in ciò che viviamo oggi, anche in senso politico. Alessandro Lolli, dopo il saggio cult La guerra dei meme, allarga la prospettiva della sua analisi donandoci un testo in grado di rivoluzionare il nostro modo di concepire la comunicazione e la relazione umana.

18:15
Sala dell’Annunziata

La cultura è un lusso che non possiamo permetterci. 10 anni di Libropolis

Un bilancio sullo stato della cultura in Italia in occasione della decima edizione di Libropolis.

In occasione della decima edizione di Libropolis, il direttivo della manifestazione si riunisce per tracciare un bilancio sullo stato della cultura in Italia. Dieci anni in cui il mondo editoriale, il giornalismo, i festival, l’università e l’ecosistema digitale hanno attraversato trasformazioni profonde, ridefinendo non solo il modo in cui la cultura viene prodotta e diffusa, ma anche chi può permettersi di farne parte.

Partendo dall’esperienza di chi organizza Libropolis fin dalla sua nascita, l’incontro affronterà alcuni dei nodi decisivi del presente: la progressiva precarizzazione del lavoro culturale, la concentrazione del capitale simbolico, il rapporto tra indipendenza e mercato e il ruolo dei social media nella formazione del dibattito pubblico.

Ma anche una questione sempre più evidente: la crisi del confronto culturale. In un ecosistema frammentato in comunità autoreferenziali, gli intellettuali sembrano dialogare sempre meno con chi sostiene idee diverse, preferendo contesti omogenei e pubblici già persuasi. Il risultato è un dibattito che rischia di perdere la propria funzione critica, sostituendo il conflitto delle idee con la rassicurazione delle rispettive appartenenze.

Un’occasione per interrogarsi sul futuro della produzione culturale in Italia, sulle condizioni materiali che la rendono possibile e sulla necessità di ricostruire spazi di confronto autentico, in cui il dissenso torni a essere una risorsa anziché un’anomalia.

Programma 2025